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Fake news: Non tutto ciò che troviamo online è reale.

 

Recentemente TalkWalker ha stilato un report sui Trend Social del 2023. Tra le pagine si legge: “Fake news may be getting cleverer, but consumers are wising up too.” Il significato? I consumatori diventeranno sempre più consapevoli e di conseguenza saranno più abili nell’intercettare notizie false, nonostante, nel 2023, potrebbero diventare più realistiche, credibili e difficili da scovare.

Ma cosa sono realmente le fake news?

Una fake news, letteralmente notizia falsa, indica informazioni non veritiere, inventate e ingannevoli, create intenzionalmente per apparire come notizie reali. Una fake news non è mai banale, anzi è accattivante e in grado di attirare l’attenzione del lettore, hanno un grande appeal e, una volta diffuse, diventano pubbliche e virali.

In realtà, quello delle fake news è un problema molto più  radicato di quel che sembra: le notizie false, infatti, esistono da quando l’uomo ha imparato l’arte della comunicazione, quando sono iniziate le prime storie tramandate attraverso il passaparola e successivamente si sono evolute con la comparsa del web, loro terreno fertile.

Perché le notizie false funzionano così bene?

Verificare ogni singola informazione è un lavoro impegnativo e costoso, in termini di tempo e di risorse da spendere. Creare bufale online, invece, è decisamente economico. È sufficiente creare una notizia, all’apparenza veritiera, e il gioco è fatto!

Negli anni a causa della possibilità di un accesso libero ad ogni tipo di contenuto, il tempo che dedichiamo all’informazione si è notevolmente trasformato, in quanto internet ha cambiato il modo di produrre e divulgare le notizie. Informarsi è diventato semplice e questa facilità di accesso alle notizie, ci ha portato a svolgere questa attività quasi passivamente, nei nostri ritagli di tempo libero, in modo più svogliato e superficiale di prima. Diventa quindi più semplice commettere errori di giudizio e prendere per buone notizie totalmente fake. 

I motivi per diffondere fake news sono diversi. Possono essere economici, un semplice click sul link, può generare traffico sul sito su cui c’è la notizia e questo è monetizzato. In altri casi c’è la volontà di influenzare l’opinione pubblica, basti pensare a tutte le fake news createsi in campo politico al fine di propaganda o tutte le notizie false circolate durante la pandemia, in entrambi i casi lo scopo era quello di pilotare l’opinione pubblica.

Come “difendersi” dalle fake news?

Oltre a una buona dose di spirito critico che ci permetta di  filtrare le informazioni, possiamo utilizzare servizi appositi che si occupano di verificare l’attendibilità dei contenuti e delle fonti, i cosiddetti “fact checker”. 

Cosa fanno queste figure? Identificano le notizie potenzialmente false, scoprono chi ha creato le news, individuano il percorso che hanno fatto in rete, le confrontano con fonti affidabili, istituzionali e giornalistiche e, dopo un’attenta analisi, comunicano se sono false, vere o in parte attendibili.

A tutti è capitato, almeno una volta, di imbattersi in fake news e persino di essere, involontariamente, diffusori di esse. Consapevoli di ciò, è di fondamentale importanza iniziare a esaminare le fonti di ciò che leggiamo, valutarne la credibilità, analizzare i contenuti e, infine, creare un proprio pensiero sull’argomento, nell’ottica di sviluppare una capacità critica della realtà in cui viviamo. 

Con poche semplici mosse la disinformazione potrà essere contrastata. Parola di TalkWalker.

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