Ma che fine ha fatto Clubhouse? | Allaseconda.com

Ma che fine ha fatto Clubhouse?

Ma che fine ha fatto Clubhouse?

 

Era Marzo 2019, nel pieno della prima ondata di pandemia Coronavirus e Clubhouse spiccava il volo, tenendo compagnia a milioni di utenti nelle infinite giornate di lockdown cercando di creare  un’esperienza social più umana rispetto a quella a cui eravamo abituati.  

Dalla scalata al crollo dei download: cos’è successo a quello che sembrava il social di rivelazione? 


CLUBHOUSE COS’È E COME FUNZIONA 

 

Clubhouse è un social network che si basa sul concetto di stanza: ovvero delle vere e proprie stanze di conversazione che le persone avviano a seconda di quando le cominciano e le terminano. Al momento del lancio per accedere era necessario avere un dispositivo iOS e un invito, che si poteva ottenere mettendosi in lista d’attesa o riceverlo da un utente già registrato. Ogni nuovo membro aveva infatti a disposizione 5 inviti da regalare.

Questa scelta puntava a mantenere la piattaforma il più “ordinata” possibile e a dare precedenza al pubblico realmente interessato.

 

L’ASCESA

 

Sono diversi i fattori che hanno favorito il successo di questa piattaforma, reputata sin da subito interessante e innovativa.

In primis sicuramente la pandemia Covid-19  un momento in cui le restrizioni sugli spostamenti erano ferree e questo social ha introdotto un modo nuovo di interagire, dando la sensazione di accorciare le distanze più di quanto potesse fare un post scritto. 

In secondo luogo la necessità di possedere un dispositivo iOS e un invito hanno reso Clubhouse un’app “esclusiva” agli occhi degli utenti, creando inevitabilmente hype.

E’ stato proprio questo che ha spinto l’app verso il grande successo!

 

IL DECLINO

 

Nell’arco di poche settimane tutti i download erano calati in una maniera drastica e, i punti di forza di Clubhouse si erano trasformati in poco tempo nella sua debolezza.

L’allentamento delle restrizioni fece sì che le persone tornassero alle loro attività abituali, dedicando meno tempo alla piattaforma e la decantata “esclusività” ha finito per escludere una platea di potenziali utenti Android che avrebbe incrementato dell’88% quella prettamente iOS, senza parlare di tutti coloro che non sono mai riusciti ad accedere a causa dell’invito mancante.

Inoltre, colossi strutturati e con enorme seguito come Twitter e Spotify dopo il successo del social basato sulla voce hanno deciso di rispondere con funzionalità molto simili, rendendo Clubhouse decisamente meno appetibile.

Infine, uno dei grandi limiti è quello di essere in diretta: ci può essere interesse, ma non tutti possono permettersi di trovarsi nella Stanza giusta al momento giusto.

E ORA?

 

La più grande svolta è sicuramente l’abolizione dell’accesso su invito: la piattaforma ora è libera a tutti.

Una novità importante è anche Backchannel, una chat interna che permette di conversare in tempo reale non solo a voce ma anche mediante messaggi, ponendo rimedio a un altro limite della piattaforma.

Infine, Clubhouse riconosce che buona parte del successo sia stata merito dei creator, che hanno popolato l’app con contenuti di valore e per questo sono stati destinati dei fondi per supportare nuovi format.

 

Ma rimarremo sempre con il dubbio: RIUSCIRÀ LA PIATTAFORMA A PRENDERE IL VOLO? 

 

 

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